“BABBO NATALE È MORTO”: QUANDO SMETTIAMO DI CREDERE E COSA PERDIAMO DAVVERO - Associazione Outsider Odv il valore della diversità

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sabato 17 gennaio 2026

“BABBO NATALE È MORTO”: QUANDO SMETTIAMO DI CREDERE E COSA PERDIAMO DAVVERO

Babbo Natale è morto
Immagine creata artificialmente a scopo illustrativo 


Babbo Natale è morto”: quando smettiamo di credere e cosa perdiamo davvero

C’è un momento preciso nella vita in cui Babbo Natale “muore”.
Non perché qualcuno ce lo dica apertamente, ma perché smettiamo di averne bisogno. O forse perché ci convincono che non dovremmo più averne.

Nel libro Babbo Natale è morto, Matteo Bussola non parla di una festa, né di un personaggio con la barba bianca. Parla di quel passaggio silenzioso in cui l’infanzia lascia spazio al disincanto. E lo fa con una delicatezza rara, senza nostalgia forzata e senza moralismi.
Babbo Natale diventa così un simbolo potentedella fiducia, dell’attesa, del credere che qualcuno, da qualche parte, possa prendersi cura di noi senza chiedere nulla in cambio.
Quando smettiamo di crederci, non perdiamo una bugia. Perdiamo uno sguardo.

Il libro ci accompagna in una riflessione profonda: crescere non dovrebbe significare smettere di credere, ma imparare a scegliere in cosa credere. Eppure spesso accade il contrario. Diventiamo adulti e ci convinciamo che credere sia da ingenui, che sperare sia pericoloso, che fidarsi sia una debolezza.
E così Babbo Natale muore davvero.
Non nelle storie, ma dentro di noi.
Questo racconto ci invita a chiederci: in che momento abbiamo smesso di credere nel gesto gratuito, nella sorpresa, nella possibilità che qualcosa di buono possa accadere senza un tornaconto?
A Natale, più che mai, non serve difendere la favola.
Serve difendere la capacità di credere.
Perché un mondo che non crede più a nulla è un mondo stanco, disilluso, chiuso.
Forse crescere non significa smettere di credere a Babbo Natale. Forse significa diventare capaci di esserlo, ogni tanto.

L’autore
Matteo Bussola è scrittore, fumettista e narratore dell’intimità familiare e delle emozioni quotidiane. Nei suoi libri esplora con grande sensibilità i passaggi delicati della crescita, il rapporto genitori-figli e il confine sottile tra infanzia e mondo adulto.

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