CUSTODI DEL BELLO: QUANDO PRENDERSI CURA DELLE CITTÀ SIGNIFICA RESTITUIRE DIGNITÀ ALLE PERSONE - Associazione Outsider Odv il valore della diversità

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lunedì 2 novembre 2026

CUSTODI DEL BELLO: QUANDO PRENDERSI CURA DELLE CITTÀ SIGNIFICA RESTITUIRE DIGNITÀ ALLE PERSONE


CUSTODI DEL BELLO: QUANDO PRENDERSI CURA DELLE CITTÀ SIGNIFICA RESTITUIRE DIGNITÀ ALLE PERSONE


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immagine realizzata artificialmente al solo scopo illustrativo


LA BELLEZZA COME OCCASIONE DI RISCATTO 

Prendersi cura di una città significa anche prendersi cura delle persone che la abitano. È questo il principio alla base di Custodi del Bello, un progetto nato a Milano nel 2017 da una sperimentazione del Consorzio Farsi Prossimo, a partire dall'esperienza di BellaMILANO. Successivamente sviluppato su scala nazionale grazie alla collaborazione tra Consorzio Communitas, Fondazione Angeli del Bello e Associazione Extrapulita, il progetto unisce il recupero del decoro urbano all'inclusione sociale e lavorativa. Coinvolge persone che attraversano situazioni di fragilità economica e sociale, offrendo loro occasioni concrete di formazione, lavoro e partecipazione alla vita della comunità. L'idea è semplice, ma significativa: trasformare la cura degli spazi condivisi in un'opportunità per ricostruire legami, ritrovare fiducia e recuperare un ruolo attivo nella società.

SQUADRE AL LAVORO PER RESTITUIRE BELLEZZA ALLE CITTA' 

I Custodi del Bello operano in diverse città italiane, prendendosi cura di strade, piazze, parchi, giardini, monumenti e altri luoghi pubblici. Le attività comprendono interventi di pulizia, manutenzione del verde, rimozione di scritte vandaliche, adesivi e altri segni di degrado, oltre al recupero di superfici e particolari architettonici. Le squadre sono coordinate da personale esperto e, prima di iniziare le attività, i partecipanti seguono percorsi di formazione, anche in materia di sicurezza sul lavoro. Il progetto non si limita però all'intervento sul territorio: prevede un accompagnamento verso nuove possibilità professionali, attraverso l'orientamento, la formazione e il contatto con aziende e realtà produttive locali. Un modello che mette in relazione amministrazioni pubbliche, imprese e Terzo settore, dimostrando come la collaborazione possa generare benefici per l'intera collettività.

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immagine realizzata artificialmente al solo scopo illustrativo


DAL LAVORO DI PUBBLICA UTILITA' AL REINSERIMENTO SOCIALE 
Un altro aspetto significativo riguarda la collaborazione con il sistema della giustizia. A Firenze, la Fondazione Angeli del Bello ha stipulato convenzioni con il Tribunale per accogliere persone ammesse allo svolgimento di lavori di pubblica utilità. Le attività possono comprendere la cura del verde pubblico, la rimozione delle scritte vandaliche e piccoli interventi di manutenzione urbana. Si tratta di percorsi regolamentati, nei quali il lavoro a favore della collettività rappresenta una modalità prevista dall'ordinamento per determinate situazioni giudiziarie. Accanto a questi percorsi, il progetto coinvolge persone disoccupate, migranti e soggetti in condizioni di marginalità, offrendo occasioni per acquisire competenze e avvicinarsi nuovamente al mondo del lavoro. Custodi del Bello ci ricorda così che il recupero non riguarda soltanto muri, piazze e monumenti: riguarda soprattutto le persone. Perché una città più bella non è semplicemente una città più pulita, ma una comunità capace di non lasciare indietro nessuno.





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