Dalle baraccopoli dell’Est Europa alle strade del Ruanda, dagli slum del Kenya al reparto pediatrico oncologico del Regina Margherita di Torino: Morello viaggia dove c’è bisogno di aiuto, unendo l’attivismo umanitario alla professione di musicista e comunicatore. Una testimonianza emozionante, a volte cruda, di un giovane alla ricerca della felicità.
Quando ha partecipato alla sua prima missione umanitaria – nella baraccopoli di Baia Mare, al confine tra Romania e Ucraina – Pietro Morello era giovanissimo. Ed era partito con il bagaglio tipico di chi è alla prima esperienza: le certezze facili, “vado lì e li aiuto”, che si hanno finché si rimane a casa, al sicuro. Lo scontro con la realtà è stato duro, ma questo non ha fatto altro che rafforzare la sua determinazione. È ancora un ragazzo, Pietro, eppure la sua vita è molto cambiata da allora. Il suo raro talento musicale è sbocciato in un’eccezionale carriera di artista e comunicatore, ma lui ha sempre portato avanti, in parallelo, un impegno costante nell’ambito degli aiuti umanitari, soprattutto se rivolti ai bambini.
Attraverso episodi vissuti tra baraccopoli, ospedali e comunità vulnerabili, Morello racconta i lunghi mesi di pianificazione, i rigidi protocolli di sicurezza, l’entusiasmo per un bambino miracolosamente strappato alla sconfinata discarica in cui viveva, la meraviglia di fronte alla fantasia di chi è costretto a letto da cure pesanti, ma anche l’inevitabile incontro con la morte: Pietro racconta con semplicità, senza mai ostentare né le proprie imprese, né il dolore altrui. Solo con la voglia di comunicare, per aprirci gli occhi sui mondi paralleli che esistono anche vicino a noi, ma che a volte non sappiamo vedere.
Pietro Morello classe ’99, torinese, è un musicista talentuoso, un divulgatore e attivista umanitario italiano. Pianista e polistrumentista, ha costruito negli anni un percorso originale che unisce l’arte alla solidarietà, portando la musica in contesti segnati da fragilità e marginalità, in Italia e all’estero.
Accanto all’attività artistica, è noto per il suo impegno sul campo: ha partecipato a missioni umanitarie in diverse aree del mondo, lavorando soprattutto a contatto con bambini e comunità vulnerabili. In queste esperienze, la musica diventa per lui uno strumento di relazione e comunicazione universale, capace di creare legami anche dove le parole non bastano.
Molto attivo anche sui social, Morello utilizza il linguaggio digitale per raccontare in modo diretto e accessibile realtà spesso lontane, avvicinando soprattutto i più giovani a temi come la solidarietà, la consapevolezza e l’impegno civile.
Con “Io ho un piano”, il suo esordio editoriale, offre una testimonianza autentica fatta di esperienze vissute, emozioni e riflessioni, invitando il lettore a guardare il mondo con occhi più attenti e a riscoprire il valore delle piccole azioni quotidiane.

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