In Sudan la guerra continua a bruciare città, scuole e ospedali. Migliaia di famiglie hanno perso tutto: casa, lavoro, spesso anche la speranza. Ma in mezzo al caos e al dolore, c’è chi ha deciso di restare. C’è chi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.
Sono i volontari delle Emergency Response Rooms (ERR) — “stanze di risposta d’emergenza” — una rete spontanea nata per necessità, cresciuta per amore verso la propria gente. Non sono professionisti umanitari, ma cittadini comuni che si sono organizzati per salvare vite. Giovani, insegnanti, infermieri, studenti, madri di famiglia: ognuno ha trovato un modo per contribuire.
In assenza di elettricità, rifornimenti e aiuti internazionali, hanno creato piccole isole di umanità. Distribuiscono cibo e acqua, organizzano punti di primo soccorso, riparano scuole trasformandole in rifugi. Ogni giorno si muovono tra esplosioni e posti di blocco, portando conforto dove sembra impossibile.
Il loro coraggio ha commosso il mondo: nel settembre 2025 la Rafto Foundation for Human Rights, in Norvegia, ha assegnato alle ERR il Premio Rafto per i diritti umani, riconoscendo la forza di una solidarietà nata “dal basso”, priva di mezzi ma ricca di cuore. Un premio che non celebra solo un gruppo, ma un intero popolo che resiste con la sola arma possibile: la collaborazione.
«Le Emergency Response Rooms ci ricordano che l’umanità non muore mai, neppure sotto le bombe», ha dichiarato il comitato del premio. In un Paese dove i governi si combattono e la popolazione soffre, loro hanno dimostrato che l’aiuto reciproco può costruire più di quanto la guerra distrugga.
Le ERR non sono solo una rete di volontari: sono un simbolo di rinascita. Raccontano che, anche nei luoghi più disperati, basta un piccolo gruppo di persone decise per far rinascere la speranza.
E mentre il mondo guarda altrove, loro continuano silenziosamente a fare la differenza, ricordandoci che la vera umanità non ha bandiere né confini — ha solo mani tese, e un cuore che non smette di battere per gli altri.

Nessun commento:
Posta un commento