OLTRE L’ARTE DI MATERA: UNA COOPERATIVA CHE TRASFORMA L’INCLUSIONE IN OPPORTUNITÀ CONCRETE
DAL SOGNO DI SETTE GIOVANI A UNA REALTÀ CHE CRESCE INSIEME AL TERRITORIO
Nel luglio 2008, a Matera, sette giovani decidono di scommettere sul proprio futuro e su quello della comunità in cui vivono. Nasce così la cooperativa sociale Oltre l’Arte, un progetto maturato nell’ambito del Progetto Policoro, iniziativa promossa dalla Chiesa italiana per favorire l’occupazione giovanile e sostenere nuove forme di imprenditorialità. L’intuizione iniziale è semplice quanto ambiziosa: creare lavoro nella propria terra, mettendo le competenze delle persone al servizio di un progetto condiviso e riservando un’attenzione particolare a chi incontra maggiori difficoltà nell’accesso al mondo del lavoro. Fin dall’inizio, infatti, la cooperativa sceglie di coniugare attività economica e responsabilità sociale, promuovendo l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, le opportunità professionali per le donne e un turismo attento all’accessibilità. Il percorso prende avvio dalla gestione e valorizzazione di alcune chiese rupestri dei Sassi, per poi ampliarsi progressivamente con servizi di accoglienza, visite guidate, gestione di luoghi culturali e strutture ricettive. Nel tempo, Oltre l’Arte è diventata una realtà articolata, con oltre 50 dipendenti secondo la presentazione riportata sul suo sito ufficiale, impegnata in un settore strategico per l’economia materana. Ma la crescita non si misura soltanto attraverso i servizi offerti o le persone occupate: si misura anche nella capacità di costruire nuove opportunità di partecipazione. È in questa prospettiva che nasce il Laboratorio di Artigianato Solidale, inaugurato nel 2021 presso il Villaggio del Fanciullo. Qui l’inclusione diventa esperienza quotidiana e il lavoro si trasforma in uno strumento per sviluppare competenze, autonomia e relazioni. La missione della cooperativa è andare oltre una visione assistenziale della fragilità, riconoscendo alle persone il diritto di esprimere le proprie capacità, contribuire alla vita della comunità e trovare un ruolo attivo nella società.
Nel luglio 2008, a Matera, sette giovani decidono di scommettere sul proprio futuro e su quello della comunità in cui vivono. Nasce così la cooperativa sociale Oltre l’Arte, un progetto maturato nell’ambito del Progetto Policoro, iniziativa promossa dalla Chiesa italiana per favorire l’occupazione giovanile e sostenere nuove forme di imprenditorialità. L’intuizione iniziale è semplice quanto ambiziosa: creare lavoro nella propria terra, mettendo le competenze delle persone al servizio di un progetto condiviso e riservando un’attenzione particolare a chi incontra maggiori difficoltà nell’accesso al mondo del lavoro. Fin dall’inizio, infatti, la cooperativa sceglie di coniugare attività economica e responsabilità sociale, promuovendo l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, le opportunità professionali per le donne e un turismo attento all’accessibilità. Il percorso prende avvio dalla gestione e valorizzazione di alcune chiese rupestri dei Sassi, per poi ampliarsi progressivamente con servizi di accoglienza, visite guidate, gestione di luoghi culturali e strutture ricettive. Nel tempo, Oltre l’Arte è diventata una realtà articolata, con oltre 50 dipendenti secondo la presentazione riportata sul suo sito ufficiale, impegnata in un settore strategico per l’economia materana. Ma la crescita non si misura soltanto attraverso i servizi offerti o le persone occupate: si misura anche nella capacità di costruire nuove opportunità di partecipazione. È in questa prospettiva che nasce il Laboratorio di Artigianato Solidale, inaugurato nel 2021 presso il Villaggio del Fanciullo. Qui l’inclusione diventa esperienza quotidiana e il lavoro si trasforma in uno strumento per sviluppare competenze, autonomia e relazioni. La missione della cooperativa è andare oltre una visione assistenziale della fragilità, riconoscendo alle persone il diritto di esprimere le proprie capacità, contribuire alla vita della comunità e trovare un ruolo attivo nella società.
RAFFAELE, EMANUEL E MATTEO: STORIE DI CAPACITÀ, LAVORO E INCONTRO
Dietro i progetti di Oltre l’Arte ci sono persone, percorsi individuali e occasioni che possono aprire nuove prospettive. Una storia particolarmente significativa è quella di Raffaele Calabrese, ragazzo con sindrome di Down che il 7 luglio 2021, proprio durante l’inaugurazione del Laboratorio di Artigianato Solidale, ha firmato un contratto di lavoro a tempo indeterminato con la cooperativa. Un passaggio importante, perché rende concreto il principio secondo cui le persone con disabilità non devono essere considerate soltanto destinatarie di assistenza, ma possono essere lavoratrici e protagoniste di un progetto professionale. Nel laboratorio, insieme al maestro cartapestaio Eustachio Santochirico, conosciuto come Uccio, i ragazzi realizzano manufatti in cartapesta e terracotta, sperimentano materiali e tecniche, imparano a curare i dettagli e collaborano alla realizzazione di opere artigianali. Tra le esperienze che raccontano questo percorso c’è anche la Balena Giuliana, realizzata in cartapesta e ispirata al fossile custodito nel Museo nazionale di Matera: un progetto che ha offerto l’occasione di coinvolgere bambini e ragazzi in attività creative, favorendo l’incontro tra generazioni attraverso il lavoro manuale. Un altro esempio è Emanuel De March, giovane con sindrome di Down che realizza penne artigianali di pregio. La sua storia è valorizzata dalla stessa cooperativa, che presenta le sue creazioni nella Bottega Oltre l’Arte, punto di riferimento per visitatori e turisti. Il sito ufficiale ricorda anche il riconoscimento ricevuto da Emanuel per il suo impegno da parte del Presidente della Repubblica: un risultato che sottolinea il valore del talento e della dedizione personale. L’inclusione, però, non riguarda soltanto chi lavora stabilmente nella cooperativa. Lo dimostra Matteo, studente che nel 2025 aveva conosciuto alcuni ragazzi con sindrome di Down durante una visita scolastica legata al progetto Tessere Legami. L’incontro gli è rimasto dentro e, l’anno successivo, quando ha dovuto scegliere dove svolgere il proprio stage, ha deciso di tornare proprio a Matera.
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| immagine creata artificialmente al solo scopo illustrativo |
Per tre settimane ha vissuto un’esperienza formativa nel laboratorio, imparando tecniche di cartapesta, modellazione della creta e decorazione, ma soprattutto condividendo la quotidianità con i ragazzi. Nella testimonianza pubblicata da Cometa, Matteo racconta che quell’esperienza lo ha aiutato a comprendere meglio le proprie capacità e a guardare con maggiore serenità al futuro professionale. È una storia importante perché mostra come l’inclusione sia uno scambio: le persone coinvolte crescono attraverso il lavoro, mentre chi le incontra può mettere in discussione i propri pregiudizi e scoprire nuove possibilità. Anche i laboratori realizzati con le scuole e i gruppi di turisti seguono questa direzione: i ragazzi non si limitano a partecipare, ma possono diventare maestri, trasmettendo ciò che hanno imparato e condividendo le proprie competenze.
UN MODELLO DI INTEGRAZIONE CHE RICEVE RICONOSCIMENTI E GUARDA AL FUTURO
Il valore di Oltre l’Arte emerge anche dalla capacità di unire inclusione, innovazione sociale e valorizzazione del patrimonio culturale. Il turismo accessibile, la gestione di siti museali e religiosi, i percorsi di visita pensati per pubblici diversi e il laboratorio artigianale rappresentano parti complementari di un progetto che mette al centro il diritto di tutti a partecipare. Anche in luoghi storici complessi, come le chiese rupestri dei Sassi, la cooperativa ha lavorato per migliorare l’esperienza dei visitatori attraverso servizi e strumenti che prestano attenzione alle esigenze delle persone con disabilità. Nel laboratorio, invece, il recupero di tecniche tradizionali come la cartapesta si intreccia con il riutilizzo dei materiali e con la sensibilizzazione della comunità sul tema della disabilità. Un’esperienza che ha attirato attenzione anche fuori dalla Basilicata: il progetto Oltre l’Arte è stato presentato nell’ambito delle candidature ai New European Bauhaus Prizes, nella categoria dedicata ai luoghi e alle persone che necessitano di maggiore attenzione. Nel 2024 sono arrivati inoltre due riconoscimenti significativi: il titolo di Ambasciatrice dell’Economia Civile, conferito durante il Festival dell’Economia Civile a Firenze, e il premio Women Value Company di Intesa Sanpaolo, dedicato all’imprenditoria femminile e assegnato a 30 aziende del Sud Italia. Sono riconoscimenti che danno visibilità a un percorso nel quale l’attività economica non è separata dalla responsabilità verso la comunità. Il risultato più importante, tuttavia, resta la possibilità di trasformare i principi dell’inclusione in esperienze concrete: un contratto di lavoro, una creazione artigianale che trova spazio in una bottega, un ragazzo che scopre di possedere nuove capacità, un gruppo di studenti che impara a collaborare senza fermarsi alle differenze. Oltre l’Arte mostra che l’integrazione sociale richiede occasioni reali, continuità, professionalità e una comunità pronta a riconoscere il valore di ogni persona. Non si tratta di fare qualcosa al posto di qualcuno, ma di costruire condizioni perché ciascuno possa partecipare, assumersi responsabilità e contribuire con le proprie capacità. È questo il significato più profondo del suo percorso: andare oltre l’arte per andare oltre gli stereotipi, trasformando il lavoro, la cultura e le relazioni in strumenti per una società più aperta, nella quale la diversità non sia un ostacolo da superare, ma una ricchezza da riconoscere.


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