«Siccome il dolore arriva da solo e comunque arriva sempre, non ne serve altro». Da questa consapevolezza nasce una riflessione sulla necessità di trovare, anche nei momenti più difficili, qualcosa che possa aiutare ad attraversare il buio: la bellezza, la leggerezza, un po’ di allegria. Sono queste le emozioni che fanno da sfondo a La cura di Concita De Gregorio, una storia che prende avvio un giorno d’agosto, quando una donna si prepara a stare lontana da casa per un po’. Prima di partire lascia ai figli una lettera con alcune istruzioni, perché possano trovare, anche in sua assenza, quelle cose che in casa sembrano non riuscire mai a trovare. Come i doposci. Non è certo il momento dell’anno in cui servono, ma lei non sa quando potrà tornare.
LE VOCI DEGLI ALTRI
La storia non vuole essere semplicemente il diario di una malattia, ma la testimonianza di quanto nessuno possa affrontare tutto da solo. A dare vita alle pagine sono soprattutto le persone incontrate lungo il percorso della terapia. C’è Angelina, con il suo carattere da capobanda, ma capace di grande tenerezza verso le altre pazienti. C’è il Professore, cresciuto in un piccolo paese dell’Aspromonte e diventato un luminare senza mai dimenticare le proprie origini. E c’è un infermiere che, mentre impianta un port endovenoso, domanda quale sia la canzone preferita della paziente e poi gliela canta. Intorno a queste voci si susseguono risate, stupore e piccoli episodi di vita quotidiana: sopracciglia tatuate, purè di carote, sigarette fumate di nascosto e pennarelli che lasciano disegni sul corpo.
LA CURA OLTRE LA MALATTIA
Nel libro la cura assume così un significato più ampio. Non riguarda soltanto le terapie e la medicina, ma anche l'attenzione, la presenza, l'affetto e la capacità di restare accanto a qualcuno quando la vita diventa più difficile. Ci sono madri che si preoccupano dei piedi freddi e uomini che conoscono la «logistica dell’amore». Attraverso queste storie Concita De Gregorio ribalta gli stereotipi sulla malattia e sulla cura e mostra come, proprio nei momenti di maggiore fragilità, gli altri possano diventare una parte fondamentale del nostro percorso. Perché conoscere le storie delle persone che incontriamo significa, in fondo, arrivare a comprendere meglio anche la nostra.
L’AUTRICE
Concita De Gregorio è giornalista e scrittrice. Nata a Pisa nel 1963, ha lavorato per importanti testate italiane e ha diretto l’Unità. Nel corso della sua attività ha raccontato la politica, la società e soprattutto le persone, con particolare attenzione alle loro storie e alle loro fragilità. Nei suoi libri ha spesso intrecciato vicende personali e temi universali, dando spazio alla memoria, alle relazioni e all’esperienza umana.

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