Lei è Giovanna d'Arco. Vergine, puttana, santa, pazza: nei secoli hanno detto di tutto su di lei e ancora oggi il suo nome suscita interpretazioni contrastanti. Ma a Giovanna questo non interessa. Ha una missione chiara davanti a sé e, quando gli uomini capiscono che fa sul serio, tentano di ridurla, di incatenarla, di riportarla entro i limiti che conoscono.
Eppure il mondo è molto più grande, e lei lo sa. Indomita, incontrollabile, irriducibile, veste abiti maschili – un crimine che nel Quattrocento poteva costare la scomunica – e cavalca per riconquistare i territori sottratti alla Francia durante la lunga Guerra dei Cent'anni. Cavalca per riportare il Delfino sul trono e guida un esercito che crede in lei.
Giovanna combatte in modo diverso: mostra clemenza verso le popolazioni, lascia ai soldati il compito della battaglia, prega e cerca giustizia. Prima della spada e dello stendardo, però, c'era una ragazzina che giocava con i fratelli, ascoltava storie, faceva sogni bellissimi e parlava con sua madre.
"La ragazzina" è quasi la traduzione italiana di "la Pucelle", la Pulzella d'Orléans. E come la Guerra dei Cent'anni assomiglia a tante guerre di ogni epoca, così il coraggio e la determinazione di Giovanna ricordano quelli di ogni giovane donna che sceglie di opporsi all'ordine imposto dai potenti per cambiare il corso delle cose.
CHI È L'AUTRICE VALERIA PARRELLA
Valeria Parrella è una scrittrice italiana laureata in Lettere Moderne presso l'Università di Napoli, con una tesi in glottologia. Successivamente si è specializzata come interprete della Lingua Italiana dei Segni, lavorando presso l'E.N.S. di Napoli, città in cui vive.
Ha esordito nel 2003 con la raccolta di racconti Mosca più balena (Minimum Fax), vincitrice del Premio Campiello Opera Prima. Negli anni successivi ha pubblicato numerosi racconti e raccolte, tra cui Per grazia ricevuta (2005), finalista al Premio Strega e vincitrice del Premio Renato Fucini.
Nel 2007 pubblica Il verdetto e, nel 2008, il suo primo romanzo, Lo spazio bianco (Einaudi), dal quale Francesca Comencini ha tratto l'omonimo film. Seguono numerose opere narrative e teatrali, tra cui Ma quale amore, Lettera di dimissioni, Tempo di imparare, Almarina, Quel tipo di donna, La fortuna e Piccoli miracoli e altri tradimenti.
Autrice apprezzata per la sensibilità sociale e la profondità delle sue storie, collabora da anni con importanti testate giornalistiche e continua a essere una delle voci più autorevoli della narrativa italiana contemporanea.

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